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giovedì 2 febbraio 2012

La coesistenza della moneta di banca centrale e della moneta delle banche commerciali

Ricevo da un lettore e pubblico una traduzione di un estratto dell'articolo di Sergio Rossi dal titolo "Central Bank Money and Payment Finality".


La coesistenza della moneta di banca centrale e della moneta delle banche commerciali (Sergio Rossi)#1

La moneta è fondamentale per l’esistenza e il funzionamento delle economie nazionali dato che esse sono basate sulla produzione e sullo scambio, sia che si trovino in un contesto di economia chiusa che in uno di economia aperta. Senza la moneta, l’attività economica non potrebbe essere misurata e i valori e i prezzi non potrebbero essere espressi in una forma sociale necessaria a rendere omogenei e perciò commisurare le migliaia di beni e servizi prodotti in un particolare periodo in un’economia di mercato dinamica. Tuttavia, in ogni economia nazionale ci sono differenti emittenti di moneta, vale a dire, la banca centrale e le banche commerciali che compongono il sistema bancario nazionale, ognuna di esse emittente del proprio mezzo di pagamento. ‘La molteplicità sia di emittenti di moneta che di meccanismi di pagamento è una caratteristica comunque di tutte le economie sviluppate’ (Committee on Payment and Settlement Systems, 2003b, p. 1) Come risultato, le monete della banca centrale e della banca commerciale coesistono nelle nostre economie, e un meccanismo istituzionale deve esistere perché sia sicuro che ‘“un dollaro sia un dollaro”, qualunque sia la forma che esso prende (se moneta di banca centrale o di banca commerciale)’ (p. 1). La “sincerità” di una valuta, infatti, è una necessaria (ma non ancora sufficiente) condizione per una moneta affinché sia la misura del valore e il mezzo di pagamento nell’area economica in cui è emessa. L’altra condizione è che la moneta e i pagamenti siano legati alla produzione come le due facce di un singolo oggetto. Se non ci fosse nessuna produzione, la moneta non potrebbe esistere e dunque essere la misura del valore ma questo punto esula dallo scopo di questo scritto (vedi Schmitt, 1984, Cencini, 1995, 2001, e Rossi, 2003). 


La moneta delle banche commerciali è utilizzata da agenti non‐banca per il regolamento dei propri debiti sui mercati dei fattori, dei beni e anche sui mercati finanziari. Si noti, comunque, che a questo livello i ‘trasferimenti [di denaro] in generale avvengono all’interno di “sistemi di pagamento” organizzati nei quali la moneta delle banche commerciali e la moneta di banca centrale, spesso s’integrano in catene di pagamenti più complesse’ (Committee on Payment and Settlement Systems, 2003b, p. 9). Infatti, la moneta di banca centrale, in forma di banconote e monete, può anche essere utilizzata da agenti non‐banca: il pagante può pagare per i suoi acquisti in ogni mercato cedendo al pagato un numero di banconote che valgano l’ammontare della transazione. Sia la moneta di banca commerciale che la moneta di banca centrale (qui nella forma di banconote e monete) sono, infatti, mezzi di pagamento definitivi per il settore non bancario. Attualmente, i moderni sistemi di pagamento di ogni economia nazionale coinvolgono un grande numero di banche che si occupano degli ordini di regolamento [dei pagamenti] degli agenti non bancari. Infatti, ogni transazione in ogni mercato coinvolge due agenti e molto probabilmente due banche, ognuna di queste emittenti del proprio mezzo di pagamento in forma di moneta di banca commerciale. Per via del coinvolgimento di due banche, il concetto di finalizzazione dei pagamenti è stato un punto cruciale per le banche centrali nell’ultima decade circa, sia da un punto di vista teorico che pratico. In un contesto [in cui vi sono] diverse banche, infatti, in ogni momento una particolare banca può essere indebitata verso un’altra banca all’interno del sistema bancario a causa del grande numero di pagamenti in entrata e in uscita, inviati dal [settore non bancario] e destinati al settore non bancario (Lavoie, 2003, p. 516). Gli afflussi e i deflussi provocati dalle transazioni monetarie richiedono perciò che il sistema bancario sia integrato da un’istituzione di regolamento che fornisca degli strumenti di pagamento con lo scopo di regolare definitivamente i rapporti bilaterali di debito‐credito a livello interbancario, senza uno sconvolgimento o un collasso del sistema (Rochon e Rossi, 2004). Come ha detto recentemente il Committee on Payment and Settlement Systems (2003b, p. 4): "Sebbene la Banca Centrale agisca da istituzione di regolamento da molto tempo, in molti casi questo ruolo richiede solo che la Banca Centrale regoli la posizione netta, relativamente bassa, delle banche commerciali, risultante da una procedura di compensazione. Inoltre, questo avviene una sola volta al giorno, alla fine della giornata. Ma con l’introduzione di sistemi più moderni e sicuri per far fronte al sostanziale aumento del valore [delle transazioni] dei sistemi di pagamento ed in particolare con l’adozione diffusa di sistemi di regolamento lordo in tempo reale (RTGS), dove ogni pagamento è regolato in tempo reale durante il giorno, le banche centrali e la moneta di banca centrale sono arrivate ad assumere un ruolo più ampio e più attivo."
Approfondendo questo punto, si consideri una banca centrale nei confronti di due banche, B1 e B2, le quali sono coinvolte in un regolamento per una transazione monetaria tra i loro clienti non‐banca, I e II. Supponiamo per esempio che un ordine di pagamento di £x deve essere regolato in un sistema RTGS, che è la forma istituzionale della maggior parte, se non di tutti i sistemi di trasferimenti all’ingrosso attualmente esistenti. Se [entrambi] il pagante, I, e il pagato, II, hanno il conto nella stessa banca, diciamo B1, i conti interessati possono semplicemente essere addebitati e accreditati da quest’ultima, la quale emette il proprio mezzo di pagamento affinché avvenga il regolamento finale tra il cliente I e il cliente II (in‐house settlement). Al contrario, se le parti non sono clienti della stessa banca, il pagamento coinvolge due banche differenti, B1 e B2, ognuna delle quali emette il proprio mezzo di pagamento e registra il risultato nel proprio bilancio come rappresentato nella Tabella 1.


Come mostra la Tabella 1, il pagamento finale tra due agenti non‐banca, cioè il cliente I e il cliente II, crea una relazione di debito‐credito tra la banca pagante e la banca ricevente, ovvero rispettivamente B1 e B2. In altre parole, B2 acquisisce un deposito creato da B1 come asset liquido. B1 è perciò indebitato con B2 per un ammontare di £x come conseguenza del pagamento che è avvenuto tra il cliente I (cioè, il pagante) e il cliente II (il pagatore), che è alla fine pagato dalla seconda banca. Ora, mentre il regolamento del debito tra il pagante e il pagato è fatto tramite moneta di banca [commerciale], il regolamento del debito tra banche è concretizzato tramite moneta di banca centrale. Come rileva il personale specializzato che lavora in banca e come indicano le pratiche effettive, ’le banche non accettano moneta di banca commerciale nelle transazioni interbancarie, ma in definitiva pretendono che le loro richieste di rimborso siano regolate tramite moneta di banca centrale’ (Deutsche Bundesbank, 1994, p. 46). La richiesta di moneta di banca centrale per il regolamento finale delle relazioni di debito‐credito nell’interbancario è di solito spiegata dalla necessità di controllare il regolamento oltre che i rischi sistemici che si presenterebbero e si diffonderebbero se i relativi pagamenti non fossero finalizzati tramite moneta di banca centrale (vedi per esempio De Bandt and Hartmann, 2000, and Heller and Sturm, 2003). In breve, l’utilizzo della moneta di banca centrale per regolare le transazioni interbancarie mantiene stabilità e promuove efficienza nel sistema finanziario, che a sua volta migliora l’allocazione delle risorse, sostiene la crescita economica e migliora lo Stato sociale (Committee on Payment and Settlement Systems, 2003b, p. 8). Come Graziani (2003, p.63) rileva, un’economia monetaria ha bisogno di una banca centrale con lo scopo di prevenire un’illimitata espansione del credito da parte delle banche commerciali, la quale potrebbe causare un aumento inflattivo della domanda totale da parte del pubblico se le banche “andassero al passo”. Questo argomento può essere rafforzato, per ragioni di analisi, sulla base del fatto che ogni banca emette il proprio mezzo di pagamento in forma di moneta di banca commerciale. La “sincerità” della moneta in ogni economia nazionale è fornita dalla banca centrale, la quale rende omogenei i vari mezzi di pagamento emessi dalle banche commerciali tramite l’emissione del proprio mezzo di pagamento (cioè la moneta di banca centrale) utilizzato per regolare i debiti a livello interbancario. Infatti, fino a che sono presenti regolamenti interbancari, la banca centrale, ovvero l’istituzione di regolamento, deve creare il numero di unità monetarie necessarie affinché, nel nostro esempio stilizzato, B2 non abbia più richieste di saldo nei confronti di B1 (Tabella 2).


A livello tecnico, il caso più semplice di regolamento finale interbancario si ha quando ‘la banca pagante e la banca ricevente sono entrambe partecipanti nel sistema dei pagamenti interbancario, hanno un conto nell’istituzione di regolamento, e il regolamento è effettuato tramite un addebito del conto della banca pagante e un accredito sul conto della banca ricevente’ (p. 9). Questo caso è rappresentato nella Figura 1.#2


Un ammontare di moneta di banca centrale del valore di £x è creato alla domanda da parte della Banca B1 – da qui la natura endogena della moneta di banca centrale – che la utilizza per regolare il suo debito con la Banca B2. Come prova della natura definitiva del pagamento, la Banca B2 acquisisce un equivalente deposito in [moneta di] banca centrale all’istituzione di regolamento. Come conseguenza del pagamento in moneta di banca centrale, B1 è adesso indebitata con la banca centrale per un ammontare del valore di £x (denominato in moneta di banca centrale) e B2 ha diritto a un equivalente deposito alla banca centrale. Fino a qui, il pagamento tra B1 e B2 è stato finalizzato tramite emissione di moneta di banca centrale. La banca creditrice B2, [quindi] non ha ulteriori rivendicazioni sulla banca debitrice, B1. La relazione debito‐credito [perciò] è ora definita rispetto alla banca centrale.
 
#1 Assistant Professor of Economics at the University of Fribourg and Lugano, Switzerland; member of the RMELab.
#2 Modalità di pagamento più complesse possono richiedere più livelli attraverso i quali avvengono i pagamenti (vedi Committee on Payment and Settlement Systems, 2003b, pp. 10-11). Questo comunque non cambierebbe nè il quadro analitico nè le nostre conclusioni, quindi qui si possono ignorare.

FONTI
Cencini, A. (1995), Monetary Theory, National and International, London and New York: Routledge.
Cencini, A. (2001), Monetary Macroeconomics: A New Approach, London and New York: Routledge.
Committee on Payment and Settlement Systems (2003b), The Role of Central Bank Money in Payment Systems, Basle: Bank for International Settlements.
De Bandt, O. and P. Hartmann (2000), “Systemic risk: a survey”, European Central Bank Working Papers, no. 35.
Deutsche Bundesbank (1994), “Recent trends in the Deutsche Bundesbank’s cashless payments”, Monthly Report, 46 (8), 45–61.
Graziani, A. (2003), The Monetary Theory of Production, Cambridge: Cambridge University Press.
Lavoie, M. (2003), “A primer on endogenous credit‐money”, in L.‐P. Rochon and S. Rossi (eds), Modern
Theories of Money: The Nature and Role of Money in Capitalist Economies, Cheltenham and Northampton: Edward Elgar, 506–43.
Schmitt, B. (1984), Inflation, chômage et malformations du capital, Paris and Albeuve: Economica and Castella.
Rossi, S. (2003), “Money and banking in a monetary theory of production”, in L.‐P. Rochon and S. Rossi (eds),
Modern Theories of Money: The Nature and Role of Money in Capitalist Economies, Cheltenham and Northampton: Edward Elgar, 339– 59.
Rochon, L.‐P. and S. Rossi (2004), “Central banking in the monetary circuit”, in M. Lavoie and M. Seccareccia
(eds), Central Banking in the Modern World: Alternative Perspectives, Cheltenham and Northampton: Edward Elgar, forthcoming.

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